Gli artisti al macello

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Prorogata di un mese la mostra all’ex macello civico


Sabato 9 maggio 2009 si è aperta a Savona, la mostra “Artisti al Macello”. L’esposizione è organizzata dal Comune di Savona con il contributo di COOP Liguria e presenta le opere di cinque artisti (Franco Bratta, Claudio Carrieri, Giovanni Rossi, Fulvio Rosso, Roberto Scarpone) in un contesto del tutto nuovo e originale: l’ex macello civico, in piazzale Amburgo. “Artisti al Macello” ha avuto un successo così grande da essere prorogata dal 14 giugno al 12 luglio.


Il valore simbolico. Un titolo decisamente curioso che lascia libera interpretazione a chi lo legge nei manifesti che tappezzano la città. Il macello viene rivisitato e presentato come un luogo di aggregazione, allontanando il pensiero di morte che lo accompagna e dimostrando come l’arte possa essere fatta ovunque, non solo in una galleria. Il titolo, oltre a richiamare lo spazio espositivo, fa riferimento agli artisti che si dedicano all’arte come antidoto contro il mattatoio quotidiano, come si legge nel manifesto.


Un’esperienza multi-sensoriale. Il percorso si snoda dall’uscita anziché dall’entrata, per affermare il valore nobilitante dell’arte, in grado di trasformare anche se temporaneamente un luogo lugubre come un mattatoio in un contenitore culturale di alto livello. Sono esposti lavori di scultura in legno, ceramica, bronzo, pittura, fotografia e computer art. L’allestimento è stato realizzato collettivamente dai cinque artisti per fare in modo che opere di natura e genere diverso potessero comunicare il vero significato della mostra solo se viste nell’insieme. Si è reso necessario anche uno studio architettonico documentato con fotografie. Molto interessante è il coinvolgimento di un altro senso, oltre la vista: l’olfatto. Molte opere profumano di rosa, altro espediente simbolico utilizzato per cancellare l’odore mortifero solitamente associato al macello.


“Piccoli” artisti. L’esposizione ha coinvolto anche gli alunni di quattro scuole primarie della provincia: i bambini hanno partecipato a un breve corso di ceramica e i loro lavori sono stati poi raccolti nell’installazione collettiva “AU-TORI”.