Pino Petruzzelli: in viaggio alla scoperta di realtà difficili

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L’autore e attore Pino Petruzzelli nasce a Bari e si diploma all'Accademia Nazionale d'Arte drammatica “Silvio d'Amico” di Roma. Vive da molti anni a Genova dove nel 1988 ha fondato insieme a Paola Piacentini il Centro Teatro Ipotesi. Da qui nasceranno numerosi progetti che si occupano del tema della conoscenza e del rispetto di realtà a noi distanti. Da anni lavora per mettere la cultura al servizio di importanti cause sociali andando a conoscere in prima persona i luoghi e le persone da cui trae ispirazione per i suoi spettacoli e reportage.

Il viaggio culturale di Pino Petruzzelli inizia nel 1994, quando parte alla scoperta della vita nelle riserve indiane del nuovo Messico e dell'Arizona. Da questa esperienza nasce il progetto “Uno spazio per il rispetto”, un museo itinerante che viaggia per l'Italia.

In qualità di fotografo free-lance parte per i territori dell'ex Iugoslavia, realizzando un reportage fotografico da cui nascerà nel 1996 la mostra fotografica “Paradise Lost”.

Lungo il suo viaggio nel bacino del Mediterraneo si spinge fino in Nord Africa e in medio Oriente, dove tocca con mano il conflitto, vivendo sia in case palestinesi che israeliane. Da questo percorso nasce nel 2001 lo spettacolo “Periplo Mediterraneo”, dove, con grande dignità, da voce ai personaggi che ha incontrato.


Quasi per caso decide di partire alla scoperta di un popolo poco conosciuto e odiato quello degli “zingari”, visitando i campi nomadi delle principali città europee.

Nel 2004 nasce lo spettacolo “Zingari: l’olocausto dimenticato” , in cui ricostruisce una storia di zingari deportati nei campi di sterminio, presentato in prima nazionale al XXXVIII Festival Teatrale di Borgio Verezzi e nel corso della trasmissione “Terra!” di Canale 5.

Sempre sullo stesso tema esce nel 2008 “Non chiamarmi zingaro”, un libro dove vengono riportati gli incontri che l’autore fa nel suo viaggio alla scoperta di questo popolo e delle storie di questi uomini spesso odiati e temuti da chi però non si sforza né di conoscerli né di comprenderli.

La cultura Rom e Sinta, che Petruzzelli ci porta a scoprire, è solo l’ultima tappa nel personale percorso dell’autore, nel tentativo di porre in primo piano la profonda umanità delle persone da lui incontrate, nonostante questi siano costretti a vivere situazioni difficili spesso troppo lontane da noi per essere accette.